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Benvenuti a tutti. Ciao bambini. Sono la maestra Rosaria. Sorpresi? Anche se in ritardo ho mantenuto la promessa ed ora eccomi qua, su questo blog, dove passeremo un po' di tempo insieme. Saluto anche tutti i bambini e le colleghe che non conosco, sperando che vorranno condividere con noi esperienze, emozioni, sentimenti, sensazioni, idee.
Allora pronti? Salite tutti a bordo e ripercorriamo insieme le tappe più significative del nostro percorso.

martedì 16 luglio 2013

Un mondo di storie

Come promesso, pubblico le storie che avete prodotto nell'ambito del progetto di lettura animata e le foto di alcuni momenti particolari delle  attività didattiche svolte nel primo  e nel secondo anno di scuola primaria appena trascorso: Il meglio di un anno 1 - Il meglio di un anno 2.  Per la visualizzazione a fullscreen cliccate in basso a destra, dopo il numero 31.



“Un bambino che legge si dimentica dei piedi,
ha schegge di luce negli occhi intenti.
Un bambino che legge va lontano,
senza che nessuno lo tenga per mano.”


Arrivederci a tutti e buon proseguimento di vacanze. Se vi fa piacere pubblicare le foto o le cartoline delle vostre vacanze sul blog  inviatemele.

Il meglio di un anno 2

 


Il meglio di un anno 1

 


sabato 1 giugno 2013

Ricordare per onorare e cambiare

 
Festa della Repubblica Italiana
2 giugno 1946   2 giugno 2013

 
 
 Al termine della seconda guerra mondiale, molti Italiani, convinti della responsabilità della monarchia per l’ascesa al potere del fascismo, volevano trasformare l’Italia in una Repubblica.            
Altri pensavano invece che solo Emanuele III fosse colpevole e non mettevano in discussione la monarchia.
Fu così che il 2 giugno 1946, tutti gli Italiani maggiorenni, comprese le donne, furono chiamati a scegliere con un referendum, tra le due forme di governo: la consultazione dimostrò che la  maggioranza degli Italiani era favorevole  alla Repubblica. 
Contemporaneamente al referendum, gli Italiani elessero anche l’Assemblea Costituente, incaricata di dare al Paese  una nuova Costituzione, al posto dello Statuto di Carlo Alberto, che non corrispondeva più alle esigenze dell’Italia rinnovata.
La nuova Costituzione  fu  proclamata  il 22 dicembre 1947, mentre i deputati, in piedi, nell’aula del Parlamento cantavano l’inno di Mameli. Promulgata dal capo dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947,  essa  entrò in vigore il  1° gennaio 1948.
Alla base della Costituzione ci sono gli ideali di uguaglianza, di libertà, di giustizia e l’impegno da parte dello Stato di garantire questi principi.
 
Italia sei grande nel bene e nel male! Ti popola ovunque la gente cordiale Che semina i campi radiosi e fecondi. La gente che soffre e che tacita aspetta. Che ha mente geniale e che sa lavorare Poeti e artigiani son tutti tuoi figli E adesso per loro distruggi gli artigli Di tanta violenza che oltraggia e avvilisce. Ritorna com'eri ! Oh Italia possente! Riforma i sentieri più fulgidi e fieri Che secoli addietro già furono amati E gli avi d'un tempo saranno onorati. Ritorna com'eri patria mia

domenica 12 maggio 2013

Festa della Mamma

E Dio creò la mamma
Il buon Dio aveva deciso di creare... la mamma.
Ci si arrabattava intorno già da sei giorni, quand'ecco comparire un angelo che gli fa: «Questa qui te ne fa perdere di tempo, eh?»  E Lui: «Sì, ma hai letto i requisiti dell'ordinazione? Dev'essere completamente lavabile, ma non di plastica... avere centottanta parti mobili tutte sostituibili, funzionare a caffè e avanzi del giorno prima, avere un bacio capace di guarire tutto, da una sbucciatura ad una delusione d'amore e sei paia di mani.»
L'angelo scosse la testa e ribatté incredulo: «Sei paia?!»
«Il difficile non sono le mani,  disse il buon Dio, ma le tre paia di occhi che una mamma deve avere.» «Così tanti?»
Dio annuì. «Un paio per vedere attraverso le porte chiuse quando domanda :«Che state combinando lì dentro, bambini?», anche se lo sa già; un altro paio dietro la testa, per vedere quello che non dovrebbe vedere, ma che deve sapere; un altro paio ancora per dire tacitamente al figlio che si è messo in un guaio “capisco e ti voglio bene lo stesso.” «Signore, fece l'angelo sfiorandogli gentilmente un braccio, va' a dormire. Domani è un altro.»
«Non posso», ripose il Signore, ho quasi finito ormai. Ne ho già una che guarisce da sola se è malata, che può lavorare diciotto ore di seguito, preparare un pranzo per sei con mezzo chilo di carne tritata e che riesce a tenere sotto la doccia un bambino di nove anni.»
L'angelo girò lentamente intorno al modello di madre, esaminandolo con curiosità: «E' troppo tenera,» disse poi con un sospiro. «Ma resistente», ribatté il Signore con foga, tu non hai idea di quello che può sopportare una mamma!» «Sa pensare?» «Non solo, ma sa anche fare un ottimo uso della ragione e venire a compromessi», ribatté il Creatore.
A quel punto l'angelo si chinò sul modello della madre e le passò un dito su una guancia: «Qui c'è una perdita» dichiarò.
«Non è una perdita, lo corresse il Signore, è una lacrima.»
«E a che serve?» «Esprime gioia, tristezza, delusione, dolore, solitudine, orgoglio.» «Ma sei un genio!» esclamò l'angelo.
Con sottile malinconia Dio aggiunse: «A dire il vero, non sono stato io a mettercela quella cosa lì...»
Bruno Ferrero 

Auguri a tutti gli Angeli del Mondo 

Il bambino chiama la mamma e domanda:
“Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”
La mamma ascolta, piange e sorride
 mentre stringe al petto il suo bambino.
“Eri un desiderio dentro al cuore.”
Tagore
  
La parola più bella
sulle labbra del genere umano è "MAMMA",
e la più bella invocazione è "Madre mia".
E' la fonte dell' Amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.

Kahlil Gibran

“Non preoccuparti se non puoi dare ai tuoi figli il meglio di tutto...
Dai loro il meglio di te.”

 

mercoledì 1 maggio 2013

1° Maggio: FESTA DEL LAVORO

 A ricordo di tutte le persone che hanno lottato perché esistesse un giorno dedicato alla dignità del lavoro e a quanti hanno perso la loro vita per il lavoro. Rivolgo il mio pensiero e il mio sincero augurio anche a chi lotta per conquistare il proprio diritto al lavoro.
 
 
Dai messaggi lanciati da Papa Francesco oggi all'udienza generale
«...Penso a quanti sono disoccupati molte volte a causa di una concezione economicista della società che cerca il profitto egoista al di fuori dei parametri della giustizia sociale.  Vi invito alle solidarietà.»
  «...Quando una società «è organizzata in modo che non tutti hanno la possibilità di lavorare, quella società non è giusta... È il lavoro, e non il denaro o il potere, a dare la dignità ad una persona e allora dico ai responsabili della cosa pubblica di fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all'occupazione.»
 «...Un lavoro che dia dignità, un salario giusto e soprattutto un “no” al lavoro che «schiavizza» 
«Dico ai responsabili della cosa pubblica di fare ogni sforzo per dare nuovo slancio all'occupazione».
 

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani




giovedì 25 aprile 2013

25 Aprile: Festa della Liberazione

In onore di quanti hanno donato la loro vita  per affermare il diritto alla libertà contro l’oppressione della tirannia.


 I Martiri della Libertà
 
I frutti della libertà,
di cui ora godiamo,
furono coltivati sul nostro suolo
 con lunghi e mortali dolori.
Non vi è un paese straniero
 che non fosse pieno dei nostri esuli,
che non avesse Italiani
 accorrenti a combattere
 per i diritti dei popoli
In Italia non vi è carcere
 non santificato
dei patimenti degli uomini
 più generosi;
non vi è palmo di terreno
 non bagnato dal sangue
dei martiri della libertà.
I nostri in ogni tempo protestarono
 morendo,
contro la tirannide
 che opprimeva la Patria
e spirarono fermamente convinti
che il loro sangue sarebbe stato fecondo
di libera vita ai futuri
A. Vannucci     
 
Una volta che avevo diciassette anni
 ed ero quasi a forza partigiano
trovammo nel perlustrare
 una cantina due fascisti
Senza le armi
 son come scatole svuotate
e a noi due morti in più portavan niente
Così li aiutammo a sparire a calcinculo
Ma poi anni dopo
 uno lo incontrai che aveva una bambina
e mi guardò e mi disse
Ti devo la mia vita e lei.
E io pensai
che se avesse vinto lui la guerra
non ci saremmo stati né io né i miei due figli.
Giuseppe  Colzani
Saggio è colui che fa tesoro degli anni passati per costruire il presente e il futuro