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Benvenuti a tutti. Ciao bambini. Sono la maestra Rosaria. Sorpresi? Anche se in ritardo ho mantenuto la promessa ed ora eccomi qua, su questo blog, dove passeremo un po' di tempo insieme. Saluto anche tutti i bambini e le colleghe che non conosco, sperando che vorranno condividere con noi esperienze, emozioni, sentimenti, sensazioni, idee.
Allora pronti? Salite tutti a bordo e ripercorriamo insieme le tappe più significative del nostro percorso.

giovedì 18 dicembre 2014

Il dono della Speranza

La stella verde
In cielo c'erano migliaia di stelle di tutti i colori: bianche, argentate, dorate, rosse, blu e verdi.
Un giorno andarono da Dio e dissero: "Desideriamo andare sulla terra e poter vivere tra la gente".
"Così sia", rispose Dio. "Io vi lascio così piccole come siete, così che discretamente possiate scendere sulla terra".
E così, in quella notte, ci fu una meravigliosa pioggia di stelle. Qualcuna si fermò sul campanile, qualcun'altra volò con le lucciole sopra i campi, qualcun'altra ancora si mescolò tra i giocattoli dei bimbi, così che la terra era meravigliosamente scintillante.
Con il passare del tempo però le stelle decisero di lasciare la gente sulla terra e di fare ritorno in cielo.
"Perché siete tornate indietro?" chiese loro Dio.
"Signore, non potevamo stare sulla terra, dove c'è così tanta miseria, ingiustizia e violenza".
"Sì", disse Dio, "il vostro posto è qui in cielo. La terra è il luogo delle illusioni, il cielo è invece il luogo dell'eternità e della vita senza fine".
Quando tutte le stelle furono tornate indietro, Dio le contò e si accorse che ne mancava una. "Manca una di voi. Ha forse preso la strada sbagliata?"
Un angelo, che era nelle vicinanze, disse: "No, Signore, una stella ha deciso di rimanere tra la gente. Ha scoperto che il suo posto era là, dove c'è l'imperfezione, il limite, la miseria e il dolore".
"E chi è quindi questa stella?", volle sapere Dio.
"E' la stella verde, l'unica con questo colore, la stella della speranza".
Così quando ogni sera le stelle guardavano di sotto vedevano la terra meravigliosamente illuminata, perché in ogni dolore umano c'era una stella verde.

don Angelo Saporiti
Ogni alba che nasce porta con noi la speranza di un giorno migliore
Guarda intorno a te, ad ogni istante la Vita ricomincia
Sperare in una favola non vuol dire sognare ad occhi aperti, ma riuscire a realizzare un sogno…
Non lasciamo sfuggire la stella verde dai nostri cuori perché la speranza è una virtù che può aiutarci ad illuminare il nostro futuro e il futuro del mondo. L’importante è crederci e continuare a sperare, sperare, sperare e ancora sperare…La luce della Speranza vive in noi. È la luce della stella verde rimasta qui. Teniamo la sua luce sempre accesa. È la luce della Speranza

mercoledì 17 dicembre 2014

Un'eterna amicizia

L'albero degli amici

Tu
   che
   ne dici
   Signore se
   in questo Natale
   faccio un bell’albero
   dentro il mio cuore, e ci
   attacco, invece dei regali,
   i nomi di tutti i miei amici: gli
   amici lontani e gli amici vicini, quelli
   vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
   no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
   sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
   e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
   e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
   conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
  devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i
miei   amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde, perché i loro nomi non escano   mai dal
mio cuore; un albero dai rami molto   grandi, perché i nuovi nomi venuti da
 tutto il    mondo si uniscano ai già esistenti, un albero con  un’ombra molto 
gradevole  affinché la nostra amicizia,
   sia un momento di riposo
   durante le lotte della vita
 

 
L’amicizia è uno dei doni più belli che il Signore ci abbia fatto. L’amico ci consola, ci rallegra, ci stupisce, ci aiuta, ci sta vicino. Anche Gesù è nostro amico. Egli così  disse:
“Io sono con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo”. Sono il segno di una grande, infinita, eterna amicizia”.

Come possiamo coltivare l’amicizia?
Ieri a scuola abbiamo fatto il “Gioco dell’amicizia.” Ognuno si doveva impegnare a coltivare l’amicizia dei compagni manifestando piccoli gesti di affetto.
Annachiara si è resa disponibile a prestare i suoi oggetti scolastici.
Luigia, Giuseppe e Alessia hanno promesso che saranno più buoni con le loro mamme e i loro papà.
Giuseppe C. è stato più gentile con i compagni.
Tutti hanno lavorato più tranquillamente e Lucia è stata premurosa perché, accorgendosi che mi serviva una gomma per cancellare, è stata lesta a portarmi la sua. Giuseppe Karol invece, a merenda, voleva a tutti i costi darmi una crostatina. Il gioco continuerà. Lo spirito del Natale è anche questo…!


“Io sono con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo”. Sono il segno di una grande, infinita, eterna amicizia”.
 

martedì 16 dicembre 2014

Il dono dell'Amicizia

Dice un proverbio dei tempi andati:
“Meglio soli che male accompagnati”. 
Io ne so uno più bello assai:
“In compagnia lontano vai”. 
Dice un proverbio, chissà perché:
“Chi fa da sé fa per tre”. 
Da quest’orecchio io non ci sento:
“Chi ha cento amici fa per cento”. 
Dice un proverbio con la muffa:
“Chi sta solo non fa baruffa”
Questa, io dico, è una bugia:
“Se siamo in tanti, si fa allegria”.
 G. Rodari
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Le ferite che non guariscono
C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.
Il primo giorno il ragazzo piantò trentasette chiodi nello steccato. Nelle settimane seguenti imparò a controllarsi e il numero dei chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile non litigare che piantare i chiodi.
Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato. Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo. Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.
I giorni passarono e il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.
Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà mai più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà. Una ferita verbale fa male quanto una ferita fisica. Gli amici sono gioielli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano. Sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno, ti sostengono e ti aprono il loro cuore."
Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità.
 Madre Teresa

 "Gli angeli esistono, ma a volte non hanno le ali, allora li chiamiamo amici"
                         
Non c’è gioia più grande di quella di gioire con gli amici. Ogni momento trascorso con loro resterà per sempre nel  nostro cuore, non lo dimenticheremo mai.


Gli amici sono angeli particolarmente fantastici e reali che ti rimettono in volo quando le tue ali non sanno più come si fa a volare

lunedì 15 dicembre 2014

L'Amore, luce delle stelle

È appena iniziata la terza settimana d'avvento, ma l'angelo dell'amore con il suo mantello rosso continua a volare su tutte le case per trovare l’amore nel cuore degli uomini… "Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto per portarlo in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle."
Continuiamo il nostro percorso verso la Capanna  aiutando l’angelo rosso a riempire il cesto d’amore e a farne  luce delle stelle. Gesù ci attende. Noi lo attendiamo!


Cosa possiamo fare per donare amore?
Gli Angeli della Terra così mi hanno risposto:

"posso promettere di offrire la mia amicizia"
Annachiara
“possiamo condividere la merenda con il compagno che l’ha dimenticata a casa”
Milena e Jessica
“posso non arrabbiarmi più con le mie sorelline Angelica e Rosalia e il mio fratellino Giuseppe”
Alessia
“non litigando con mia sorella”
Vittoria
“donando un sorriso alle mie maestre”
Pasquale
“consolando mia mamma quando non si sente bene”
Annachiara
“consolando mio fratello Marco quando piange”
Alessia C.
“dire sempre la verità ed essere sinceri con tutti”
Flavio
I bambini  hanno assicurato che manterranno le promesse…perché vogliono far brillare le stelle con il loro amore.



                           

sabato 13 dicembre 2014

Il dono dell'amore in... azione

LA  MIA VITA PER I POVERI

Madre Teresa di Calcutta, nome d’infanzia Agnese Gonxha Bojaxhiu, ha donato tutta se stessa per aiutare i più poveri tra i poveri. Ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Nobel per la pace il 10 dicembre 1979.

In un’intervista Madre Teresa accettò di raccontare qualcosa di sé e del suo lavoro tra i poveri.

Qual è la sua lingua madre?
L’albanese, ma mi esprimo bene anche in bengali, la lingua della regio­ne di Calcutta, e in inglese.

E si sente indiana o albanese?
Mi sento entrambe le cose e anche tutto il resto. Amo ogni Paese e ogni essere umano.

Quando ha fondato la sua associa­zione, immaginava che essa si sarebbe diffusa in tutto il mondo?
Certo che no!  Ma oggi siamo presen­ti in 126 Paesi. Le nostre case, che chiamiamo “tabernacoli”, ospitano 24600 suore. E tutto per il servizio dei più poveri tra i poveri. Stiamo dalla parte di chi non ha nulla: dalla parte dei figli di Dio.

Quali sono le motivazioni del suo lavoro tra i poveri?
Gesù ha parlato chiaro nel Vangelo: “Tutto quello che fai a me, fallo ai miei fratelli”. E ancora: Vieni, benedetto del Padre mio, siedi nei posto preparato per te, perché avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere, ero nudo e mi hai vestito, ero carcerato e malato e mi hai visitato”. Noi cerchiamo di mettere in pratica queste parole. Siamo stati creati da Dio per amare ed essere amati.

Prevede nuovi campi d’impegno per l’associazione?
Nulla di più di quanto già facciamo. Raccogliamo i moribondi e i lebbrosi per strada, li curiamo e li assistiamo fino alla morte. Quando sono da noi, sanno di essere a casa loro, con la propria famiglia.

I critici dicono che il vostro lavoro caritativo è un mezzo per non risolvere il problema della povertà. Come si difende da questo appunto?
 
Come posso agire se non tenendo presente l’uomo?  Quando qualcuno muore per strada, lo dovrei ignorare? Quando vedo un affamato o uno straccio­ dovrei tirare dritto? Credo che nessun essere umano si comporterebbe così! Ci sono altre realtà e istituzioni impegnate sul versante del cambiamento sociale. Io non ho altro da fare. Il cammino che ho scelto è chiaro. C’è un moribondo? Lo prendo con me. Trovo qualcuno che ha fame? Gli do da man­giare. Posso dare e ricevere amore. Non guardo al colore della pelle e nemmeno alla religione. Non guardo un bel nulla. Ognuno è mio fratello, che sia indù, musulmano e buddista. Questa è la nostra missione.
 

                                                  
 
"L' amore non vive di parole, né può essere spiegato a parole"
L'amore vuole azione!

venerdì 12 dicembre 2014

Il dono dell'Amore

"Il Natale, bambino mio, è l'amore in azione. Ogni volta che amiamo, ogni volta che doniamo, è Natale."
 Dale Evans
I regali nello sgabuzzino
Il postino suonò due volte. Mancavano cinque giorni a Natale. Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati. “Avanti”, disse una voce dall’interno.
Il postino entrò. Era una casa malandata: si trovò in una stanza piena d’ombre e di polvere. Seduto in una poltrona c’era un vecchio. “Guardi che stupendo paccone di Natale!”, disse allegramente il postino. “Grazie. Lo metta pure per terra”, disse il vecchio con la voce più triste che mai. Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano. Intuiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone e quel vecchio non aveva certo l’aria di spassarsela bene. Allora, perché era così triste? “Ma, signore, non dovrebbe fare un po’ di festa a questo magnifico regalo?”. ”Non posso... Non posso proprio”, disse il vecchio con le lacrime agli occhi. E raccontò al postino la storia della figlia che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca.
Tutti gli anni gli mandava un pacco, per Natale, con un bigliettino: “Da tua figlia Luisa e marito”. Mai un augurio personale, una visita, un invito: “Vieni a passare il Natale con noi”.
“Venga a vedere”, aggiunse il vecchio e si alzò stancamente. Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino. Il vecchio aprì la porta. ”Ma...” fece il postino.
Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi. Erano tutti quelli dei Natali precedenti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti.
“Ma non li ha neanche aperti!”, esclamò il postino allibito. “No”, disse mestamente il vecchio, “non c’è amore dentro”.
 don Bruno Ferrero
2_20angeli

L'Amore in Azione
Un giorno, mentre ero nei quartieri poveri di Calcutta e stavo per ritornare nella mia stanza, ho visto una donna che giaceva sul marciapiede. Era debole, sottile e magrissima, si vedeva che era molto malata e l’odore del suo corpo era così  forte che stavo per vomitare, anche se le stavo solo passando vicino.
Sono andata avanti e ho visto dei grossi topi che mordevano il suo corpo senza speranza, e mi sono detta: questa è  la cosa peggiore che hai visto in tutta la tua vita.
Tutto quello che volevo in quel momento, era di andarmene via  il più presto possibile e dimenticare quello che avevo visto e non ricordarlo mai più.
E ho cominciato a correre, come se correre potesse aiutare quel desiderio di fuggire che mi riempiva con tanta forza. Ma prima che avessi raggiunto l’angolo successivo della strada, una luce interiore mi ha fermata. E sono rimasta lì’, sul marciapiede del quartiere povero di Calcutta, che ora conosco così bene, e ho visto che quella non era l’unica donna che vi giaceva, e che veniva mangiata dai topi. Ho visto anche che era Cristo stesso a soffrire su quel marciapiede.

Mi sono voltata e sono tornata indietro da quella donna, ho cacciato via i topi, l’ho sollevata e portata al più vicino ospedale. Ma non volevano prenderla e ci hanno detto di andarcene via. Abbiamo cercato un altro ospedale, con lo stesso risultato, e con un altro ancora, finche’ non abbiamo trovato una camera privata per lei, e io stessa l’ho curata. Da quel giorno la mia vita è cambiata. Da quel giorno il mio progetto è stato chiaro: avrei dovuto vivere per e con il più  povero dei poveri su questa terra, dovunque lo avessi  trovato.
Madre Teresa
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“Amare è partecipare, completamente, con tutto l'essere. Chi ama scopre in sé infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con una ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati.”
2_20angeli
 L’amore è un dono di Dio. Coltiviamolo!

giovedì 11 dicembre 2014

Il dono della Fede

La Fede
Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto:
"Signore io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti sempre stato con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili ?".
E Lui mi ha risposto:
" Figlio, tu lo sai che Io ti amo
e non ti ho mai abbandonato;
i giorni nei quali
c'è soltanto un'orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio".



“Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.”
Blaise Pascal

“La fede è conoscenza del cuore e oltrepassa il potere della dimostrazione.”
K. Gibran
È nel momento in cui si accetta, in cui si fa il dono di sè, che si è sicuri della fede.
Madre Tersa di Calcutta

La fede germoglia nel nostro cuore e si manifesta come amore per gli altri, per la natura, per le stelle, il cielo, la terra, l’universo. È forza dell’anima. È forza dell’Amore. È dono di Dio da seminare e coltivare.