Benvenuti a tutti. Ciao bambini. Sono la maestra Rosaria. Sorpresi? Anche se in ritardo ho mantenuto la promessa ed ora eccomi qua, su questo blog, dove passeremo un po' di tempo insieme.
Saluto anche tutti i bambini e le colleghe che non conosco, sperando che vorranno condividere con noi esperienze, emozioni, sentimenti, sensazioni, idee. Allora pronti? Salite tutti a bordo e ripercorriamo insieme le tappe più significative del nostro percorso.
ch'è come un sospiro divino che invita alla pace, che invita all'amore: Risorge il Signore! Un suono festoso di mille campane, vicine, lontane, cullato dal vento, più intenso, più lento, più forte più piano, si snoda dal piano, risponde dai monti in echi giocondi: Risorge il signore! Intorno, c'è aria di festa che tinge la terra di mille colori che passa per l'aria con trilli canori; che brilla nel sole, che canta con gioia un inno d'amore: Risorto è il Signore: Alleluia!
Buona Pasqua a tutti, bambini.Che la Pace del Signoreci accompagni semprenel nostro cammino e illumini il sentiero della nostra vita.
I Sepolcri sono uno dei riti pasquali più suggestivi e più religiosamente sentiti. Nelle foto il bellissimo sepolcro allestito nella chiesa dei SS. Ciro e Giovanni di Vico Equense.
"La tradizione è la custodia del fuoco, non l'adorazione della cenere."
Bambini, gli eventi che condussero
alla morte di Gesù sono commemorati ogni anno con la festività della Pasqua.
Ecco cosa avvenne. Gesù e i dodici discepoli da lui scelti si recaronoa Gerusalemme per celebrare la Pasqua
ebraica, una festa che ricordava la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù
d'Egitto. Gesù sapeva di correre gravi rischi:diceva troppo chiaramente la verità, condannava le ingiustizie,si opponeva ai capi religiosimettendo in discussione il loro potere e le
loro idee, perdonava i peccatori e aveva osato dischiararsi Figlio di Dio. Per
tutti questi motivi i capi religiosi e i capi del popolo volevano farlo morire.
Questa speciale ricorrenza della Pasqua ebraica, perciò, sarebbe stata l'ultima
cena che Gesù e i dodici discepoli avrebbero consumato insieme.
Ora guardate questo bellissimo video dell’Ultima Cena. Ci farà comprendere con maggiore efficacia l'amore che Dio nutre per tutti gli uomini.
Preghiera del Giovedì Santo
Se
dovessi scegliere
una reliquia della Tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d'acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede
cingermi dell'asciugatoio
e curvarmi fino a terra,
non alzando mai lo sguardo oltre il polpaccio
per non distinguere
i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo,
dell'ateo, del drogato,
del carcerato, dell'omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego più,
in silenzio,
perché tutti capiscano il tuo amore
nel mio.
Madeleine Delbrêl
Papa
Francesco si china per lavare e baciare i piedi a dodici disabili, nel Centro
Don Gnocchi di Via Casal del Marmo. Tre gli stranieri, tra cui un giovane
libico di religione musulmana.
Come concordato pubblico il racconto “La leggenda della passiflora.”Ad essa ho aggiunto altre leggende che, seppur non legate strettamente ai fatti narrati nei vangeli, come i suggestivi e antichi riti, sono bellissime e commoventi, perché contribuiscono ad impreziosire le vicende legate alla figura del Cristo e a comprendere il profondo significato del suo estremo sacrificio e del suo eterno amore per tutti noi.
La leggenda della passiflora
Nei giorni lontani, quando il mondo era tutto nuovo, la primavera fece balzare dalle tenebre verso la luce tutte le piante della Terra, e tutte fiorirono come per incanto. Solo una pianta non udì il richiamo della primavera, e quando finalmente riuscì a rompere la dura zolla la primavera era già lontana. «Fa che anch’io fiorisca, o Signore!», pregò la piantina. «Tu pure fiorirai», rispose il Signore. «Quando?» chiese con ansia la piccola pianta senza nome. «Un giorno…» e l’occhio di Dio si velò di tristezza. Era ormai passato molto tempo, la primavera anche quell’anno era venuta e al suo tocco le piante del Golgota avevano aperto i loro fiori. Tutte le piante, fuorché la piantina senza nome. Il vento portò l’eco di urla sguaiate, di gemiti, di pianti: un uomo avanzava fra la folla urlante, curvo sotto la croce, aveva il volto sfigurato dal dolore e dal sangue… «Vorrei piangere anche io come piangono gli uomini», pensò la piantina con un fremito. Gesù in quel momento le passava accanto e una lacrima mista a sangue cadde sulla piantina pietosa. Subito sbocciò un fiore bizzarro che portava nella corolla gli strumenti della passione: una corona, un martello, dei chiodi…era la passiflora, il fiore della passione.
La leggenda del salice
Gesù saliva verso il Calvario, portando sulle spalle piagate la croce pesante. Sangue e sudore scendevano a rigare il volto santo coronato di spine. Vicino a Lui camminava la Madre, insieme ad altre pie donne.
Gli uccellini, al passaggio della triste processione, si rifugiavano, impauriti, tra i rami degli alberi.
Ad un tratto, Gesù stramazzò al suolo. Due soldatacci, armati di frusta, si precipitarono su di Lui, allontanando la Madre, che tentava di rialzarlo: «Su, muoviti! E tu, donna, stàttene da parte.»
Gesù tentò di rialzarsi, ma la croce troppo pesante glielo impedì.
Era caduto ai piedi di un salice ...Cercò inutilmente di aggrapparsi al tronco. Allora l'albero pietoso chinò fino a terra i suoi rami lunghi e sottili perché potesse, afferrandosi ad essi, rialzarsi con minor fatica. Quando Gesù riprese il faticoso cammino, l'albero rimase coi rami pendenti verso terra: perciò fu chiamato Salice Piangente
La leggenda del melograno
Gesù saliva faticosamente la
via del Calvario. Dalla Sua fronte trafitta di spine cadevano gocce di sangue.
Gli Apostoli, timorosi, seguivano Gesù da lontano, per non farsi vedere; ed uno
di essi, quando il triste corteo era passato, raccoglieva i sassolini
arrossati dal sangue benedetto di Gesù e li metteva in un sacchetto. A sera
gli Apostoli si radunarono tutti tristi nel Cenacolo; l'apostolo pietoso trasse
di tasca il sacchetto per mostrare ai compagni le reliquie del sangue di Gesù;
ma nel sacchetto trovò un frutto nuovo, dalla buccia spessa ed aspra dentro
alla quale erano tanti chicchi, rossi come il sangue di Gesù.Era nato il melograno.
La leggenda del pettirosso
Gesù era sulla Croce. Le spine della corona che stringeva la
fronte si conficcavano nelle sue bianche carni facendo uscir grosse gocce di
sangue.
Un uccellino, che volava poco distante, vedendo la sofferenza di
Gesù, sentì tanta pietà per Lui.
Gli si avvicinò con un leggero pispiglio.
Cosa disse l'uccellino? Forse rimproverò gli uomini di essere
stati cattivi, forse, rivolse a Gesù tenere parole di consolazione. Poi tentò
di portargli aiuto e col becco tolse alcune di quelle spine che lo torturavano.
Le piume dell'uccellino caritatevole si macchiarono di rosso.
L'uccellino conservò, come prova di amore, quelle gocce di
sangue sul suo cuoricino. Gli uomini vedendolo lo chiamarono «pettirosso».
Ancora oggi tutti gli uccellini che appartengono alla famiglia dei pettirossi
hanno sul petto qualche piumetta sanguigna.
La tradizione delle palme di confetti nella Penisola Sorrentina
In costiera sorrentina la Domenica delle Palme, che precede la Pasqua, è accompagnata da una tradizione secolare, quella delle palme di confetti, la cui origine si perde nella notte dei tempi. La leggenda tramanda che, durante una Domenica delle Palme del XVI secolo, mentre i sorrentini si preparavano a recarsi in chiesa per la benedizione dell'ulivo, risuonò l'allarme delle campane per l'ennesima invasione dei saraceni. Il prete uscì sulla soglia della chiesa con l'aspersorio, invitando tutti a benedire le palme, prima di correre ad armarsi. Tutti entrarono in chiesa, tranne un giovane pescatore il quale si fece il segno della croce e si recò sulla spiaggia di Marina Grande, attirato da un misterioso richiamo. Mentre il prete benediceva i ramoscelli d'ulivo, scoppiò una tempesta che fece affondare tutte le navi dei saraceni. Si salvò soltanto una giovane schiava, trascinata dalle onde sulla spiaggia, dove venne raccolta dal pescatore. Il giovane la condusse in chiesa ed annunciò il miracolo dell'affondamento delle navi saracene. Si verificò, a questo punto, un secondo miracolo. La fanciulla, gettatasi a terra, gridò piangendo di volere diventare cristiana, per ringraziare Dio d'averla salvata dalla morte e dalla schiavitù. Al prete, che le assicurava che avrebbe esaudito il desiderio, ella offrì l'unico bene in suo possesso: da un sacchetto legato al collo, tirò fuori una manciata di confetti bianchi, portati dalla sua terra. Dopo essere stati benedetti, i confetti furono distribuiti tra i presenti e, in seguito, i sorrentini ne appresero dalla bella saracena il segreto della fabbricazione. Da allora rami di ulivo, decorati con nastri, confetti e piccole forme di formaggio caciocavallo, vengono portati a benedire in occasione della Domenica delle Palme, con grande partecipazione popolare. (dal web)
Il nostro bellissimo
Paese nel giorno delle Palme. Anche il mare sembra