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Benvenuti a tutti. Ciao bambini. Sono la maestra Rosaria. Sorpresi? Anche se in ritardo ho mantenuto la promessa ed ora eccomi qua, su questo blog, dove passeremo un po' di tempo insieme. Saluto anche tutti i bambini e le colleghe che non conosco, sperando che vorranno condividere con noi esperienze, emozioni, sentimenti, sensazioni, idee.
Allora pronti? Salite tutti a bordo e ripercorriamo insieme le tappe più significative del nostro percorso.

venerdì 20 dicembre 2013

Quasi Natale...

La gioia del Natale a… scuola…
 Il meraviglioso clima di festa di oggi, tutti uniti e pieni gioia, i bambini, i loro genitori, le maestre, gli operatori della scuola, i segretari festeggiano un Natale davvero indimenticabile e speciale, non solo per i dolci, le caramelle, i cioccolatini e i panettoni, ma per la straordinarietà di un evento che nasconde poi il vero significato di questa festa: stare tutti assieme ed in pace, ricordando la nascita di Cristo.
Allestiamo l’albero






Tutti presso l’Istituto SS. Trinità Di Vico Equense per conoscere e imparare l'arte dell'antica tradizione presepiale napoletana del '700
 



Il laboratorio: Proviamo noi
Le gentilissime e bravissississississime maestre d’arte Alessandra ed Antonella ci insegnano a creare il nostro presepe. 
 

  






 Presepe in allestimento


  La gioia di creare: anche le mamme si divertono.  







 
Pronti per la cottura in forno

 E qui??? Tutti al “servizio” ad aiutare i bambini più piccoli
 Dopo la letterina a Gesù Bambino, i biglietti natalizi da sistemare, gli auguri a tutti, si gioca: gioia del Natale  a scuola!!!







 




 Infine, ma non per ultimo, gli auguri della nostra Preside
Viva il Natale che ci fa provare tanta gioia, rendendoci tutti più buoni.

Ricordo alla rappresentante di classe, signora Marianna Oliva che  può ritirare il capolavoro dei bambini presso la biblioteca di Vico Equense lunedì 23 dicembre alle ore 9.30. Colgo l’occasione per ringraziarla pubblicamente per la sentita, puntuale e fattiva collaborazione.
Le mamme dei miei alunni possono rivolgersi a lei per ritirare il presepe creato dai loro figli.
 A domani per continuare ad aspettare insieme il Santo Natale. 
 

giovedì 19 dicembre 2013

Continuiamo a brillare di gioia

Leggenda di Natale
Una sera le stelline più vicine a mamma luna dissero: «Perché dobbiamo star sempre ferme nello stesso posto? Noi desideriamo muoverci: lasciaci andare, mamma.»
La luna non sapeva che fare: non poteva lasciarle muovere tutte, perché avrebbero messo in disordine il cielo; così pensò di accontentarne una sola, la più buona e la più umile.
C'era infatti una stellina che non si lamentava mai, se ne stava quasi nascosta e mandava una luce debole debole. La povera stellina aveva una punta rotta e ne provava tanta vergogna.
La mamma volle renderla felice e coprì la punta spezzata con una bella
striscia di argento, lunga e svolazzante. La stellina, quando si vide così bella, risplendette di una luce più viva.
Mamma luna le disse: «Va' pure un po' a spasso, cara, va' dove vuoi.»
La buona stellina volle rendersi utile a qualcuno. Guardò sulla terra, e vide tre Re che andavano sui cammelli, e senti che cercavano il Bambino Gesù per adorarlo.
Allora si abbassò, si abbassò, finché i tre Re la videro.
«Oh!» gridarono «una stella cometa che si muove nel cielo! Seguiamola!»
La stellina li guidò fino ad una capanna piena di luci e di canti.
Su un povero giaciglio il Bambino Gesù apriva le braccia in un gesto d'amore.
I Re lo adorarono e gli offrirono doni.
La stellina, che si era posata sul tetto, si sentì felice.

La stellina umile e buona ora brilla di gioia  perché ha saputo rendersi utile agli altri. 
Non dimenticherò mai il giorno in cui, camminando per una strada di Londra, vidi un uomo seduto, che sembrava terribilmente solo. Andai verso di lui, gli presi la mano e la strinsi. Lui allora esclamò: "Dopo tanto tempo, sento finalmente il calore di una mano umana". Il suo viso s'illuminò. Sentiva che c'era qualcuno che teneva a lui. Capii che un'azione così piccola poteva dare tanta gioia.
Madre Teresa di Calcutta
 
 VALORE DI UN SORRISO
Donare un sorriso rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.
E se poi incontri chi non te lo offre
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.
P.Faber
 
Bambini seguiamo… la stella cometa e continuiamo a brillare di gioia rendendoci utile agli altri. Non è necessario fare grandi cose,  è importante però  esercitarsi ad avere cuore attento.
Col tempo esso brillerà sempre di più
 

mercoledì 18 dicembre 2013

La fiamma della gioia

Continuiamo ad alimentare la candela della gioia
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In questi giorni a Piano di Sorrento hanno fatto una raccolta di giocattoli. Io ho donato tre giochi: il Sapientino, un gioco per capelli e un puzzle: ho provato tanta gioia. Per donare gioia farò di tutto per non far arrabbiare mia madre e aiuterò i miei nonni.
Elena
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Portare gioia per me significa aiutare i poveri o i bisognosi, gli ammalati, i bambini affamati, offrire un sorriso ai più sfortunati, essere amica e disponibile con tutti.
Lucia
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Io per donare gioia agli altri bambini vorrei donare alcuni giochi o cose utili come vestiti, scarpe o cibo, così potrei sentirmi bene.
Giovanni
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 Io voglio provare e portare gioia condividendo amore, aiutando mia nonna a cui fa tanto male il ginocchio con tanto affetto e consigli, aiutando mia madre facendole tornare il sorriso (quando sta un po’ nervosa), facendo ridere i miei cugini Anna e Giuseppe, non offendendo nessuno, donando a tutti un sorriso, giocando con i bambini più piccoli, avendo bei voti a scuola e volendo bene a tutti, anche  alla mia compagna di scuola che mi dice sempre :« E dai!» o «Che vuoi!»
Annachiara
 
       
Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato
o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi,
da un capo all'altro del mondo
Madre Teresa di Calcutta 

martedì 17 dicembre 2013

La lampada della gioia

I vostri propositi per donare gioia.


Per donare gioia agli altri posso aiutare le mie sorelle ad ordinare la cameretta o ad apparecchiare la tavola. Per dare gioia ai compagni posso dividere la mia merenda e le penne con chi non ce l’ha. Posso donare gioia quando vado dai miei zii.
Pasquale

 

Per donare gioia agli altri posso dimostrare tanto affetto alle persone a cui voglio bene oppure aiutare gli amici in difficoltà
Jessica

 
Si può donare gioia aiutando chi ha bisogno, come una persona anziana che vive da sola, una persona ammalata, si possono aiutare i poveri che non hanno una casa per dormire o un tozzo di pane, si possono aiutare i bambini che non sanno leggere o scrivere. In questo periodo natalizio si potrebbe fare meno spreco donando cibo, vestiti e giochi ai  bambini.
Luigia

 
Vorrei donare gioia agli altri aiutando i poveri a curarsi o condividendo le cose preziose. Vorrei donare gioia con un sorriso, un abbraccio, semplici gesti che possono cambiare la vita di molte persone.
Gloria

 
Per fare felice mia sorella le ho letto sei libricini di Natale; le sono piaciuti tutti. A mia mamma ho regalato un mazzo di rose e lei le ha regalato alla mia bisnonna perché era il suo compleanno.
Rossana
 
Donare cibo, medicine, giocattoli, vestiti, pupazzi, soldi, elettricità e cose preziose ai bambini poveri. Questo per me è gioia.
Manuel
 
Ci sono tantissimi modi per donare gioia alle persone, come dare il computer a mia sorella Gioia quando ci sto giocando e lei lo vuole. Posso prestare la mia barbie a mia sorella Francesca quando ci vuole giocare lei, dire al mio papà che ho avuto un buon voto a scuola.
 In realtà basta poco per rendere felici gli altri, io cercherò di non scocciarmi quando vado a casa di mio nonno che sta sulla sedia a rotelle perché so che gli fa piacere quando mi vede. Quando aiuto agli altri in qualsiasi modo il mio cuore si riempie di gioia.
Vittoria
 Io per donare gioia voglio fare amicizia con gli altri e aiutarli quando hanno bisogno di aiuto.  Donare bontà, amore, felicità, aiutare i poveri, i feriti, i malati, quelli senza casa e i bisognosi senza cibo, aiutare il papà e la mamma, i nonni, gli zii, i parenti, i cugini, gli amici, i fratelli, le sorelle: è questo il modo per donare gioia.
Enrico
 Per aiutare gli altri possiamo donare un po’ di ciò che abbiamo come per esempio dare ai poveri un soldino.
Milena
Al corso d' inglese, il mio amico Alessio ha combinato un guaio: ha fatto cadere molti pastelli. Io l'ho aiutato a raccoglierli e lui è stato felice, perché ha capito la mia amicizia.
Flavio 
La gioia è amore, la conseguenza logica
di un cuore ardente d'amore.
La gioia è una necessità
e una forza fisica.
la nostra lampada arderà
dei sacrifici fatti con amore
se siamo pieni di gioia.
Bambini, condividiamo la gioia perché un semplice sorriso può illuminare il mondo intorno a noi. È un altro regalo che possiamo preparare per Gesù.

 

lunedì 16 dicembre 2013

Il cerchio della gioia

 
     
 Un giorno, non molto tempo fa, un contadino si presentò alla porta di un convento e bussò energicamente. Quando il frate portinaio aprì la pesante porta di quercia, il contadino gli mostrò, sorridendo un magnifico grappolo d'uva.
«Frate portinaio» disse il contadino «sai a chi voglio regalare questo grappolo d'uva che è il più bello della mia vigna?» «Forse all'Abate o a qualche frate del convento.»
«No, a te!". «A me?" Il frate portinaio arrossì tutto per la gioia. «Lo vuoi dare proprio a me?»
«Certo, perché mi hai sempre trattato con amicizia e mi hai aiutato quando te lo chiedevo. Voglio che questo grappolo d'uva ti dia un po' di gioia!».
La gioia semplice e schietta che vedeva sul volto del frate portinaio illuminava anche lui.

Il frate portinaio mise il grappolo d'uva bene in vista e lo rimirò per tutta la mattina. Era veramente un grappolo stupendo. Ad un certo punto gli venne un'idea: «Perché non porto questo rappolo all'Abate per dare un po'di gioia anche a lui?»
Prese il grappolo e lo portò all'Abate.
L'Abate ne fu sinceramente felice. Ma si ricordò che c'era nel convento un vecchio frate ammalato e pensò: «Porterò a lui il grappolo, così si solleverà un poco.»  Così il grappolo d'uva emigrò di nuovo. Ma non rimase a lungo nella cella del frate ammalato. Costui pensò infatti che il grappolo avrebbe fatto la gioia del frate cuoco, che passava le giornate ai fornelli, e glielo mandò. Ma il frate cuoco lo diede al frate sacrestano, per dare un po' di gioia anche a lui, questi lo portò al frate più giovane del convento, che lo portò ad un altro, che pensò bene di darlo ad un altro.  
Finché, di frate in frate il grappolo d'uva tornò dal frate portinaio (per portargli un po' di gioia). Così fu chiuso il cerchio. Un cerchio di gioia.
Bruno Ferrero

Anche noi possiamo formare un cerchio di gioia facendo felici chi c’è intorno. L’amore si propaga e… basta “un poco di zucchero”… (ricordate Mary Poppins?), per sprigionare un’energia positiva carica di gioia: “Basta un atto di gentilezza, una carezza, un bacio, una parola buona, un sorriso per addolcire il cuore degli altri e illuminarne il volto.
La gioia è la bacchetta magica della vita. Basta imparare la formula magica che fa muovere la bacchetta: “Basta un poco di zucchero e la gioia…”
Ieri ho letto una riflessione molto bella di padre Antonino Minieri della Parrocchia “ Nostra Signora di Lourdes” in Sorrento. Gli ho chiesto il permesso di utilizzarla per il nostro blog in questa terza settimana d’Avvento in cui dobbiamo alimentare la fiamma della gioia.. Mi ha risposto “ Certo, mi fa piacere… santa giornata.” Ecco, io ho provato tanta gioia e desidero condividerla con voi così come la profonda riflessione di Padre Antonino Minieri.
 
La riflessione
L'invito di Dio oggi è chiaro: "Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino" (Fil 4,4-5). Mi dispiace che spesso queste parole restino soltanto parole, anche per noi credenti ... come invertire la tendenza? Raccontiamoci le gioie che proviamo ... è più semplice, forse siamo diventati "troppo bravi" a raccontare i nostri problemi/drammi/delusioni ... non ci siamo allenati a raccontare le nostre gioie ... e più non le raccontiamo più non sappiamo metterle in evidenza ... e più non le mettiamo in evidenza più la gioia ci sembra una chimera, la parola di un mondo fantastico che non ha nessun contatto con la realtà ... tiriamo fuori il coraggio di disturbare gli altri ... "Ti devo parlare!" ... "Cosa di è successo di male?" ... "Niente!" ... "e allora, perché devo ascoltarti?" ... "solo per raccontarti una gioia ..."

P.S. Comincio io: nella foto una delle mie gioie più grandi, che ho provato e che sempre proverò ... l'alba sul Molare ...
 
 Foto: L'invito di Dio oggi è chiaro: "Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino" (Fil 4,4-5). Mi dispiace che spesso queste parole restino soltanto parole, anche per noi credenti ... come invertire la tendenza? Raccontiamoci le gioie che proviamo ... è più semplice, forse siamo diventati "troppo bravi" a raccontare i nostri problemi/drammi/delusioni ... non ci siamo allenati a raccontare le nostre gioie ... e più non le raccontiamo più non sappiamo metterle in evidenza ... e più non le mettiamo in evidenza più la gioia ci sembra una chimera, la parola di un mondo fantastico che non ha nessun contatto con la realtà ... tiriamo fuori il coraggio di disturbare gli altri ... "Ti devo parlare!" ... "Cosa di è successo di male?" ... "Niente!" ... "e allora, perché devo ascoltarti?" ... "solo per raccontarti una gioia ..." P.S. Comincio io: nella foto una delle mie gioie più grandi, che ho provato e che sempre proverò ... l'alba sul Molare ...
 Che ne dite bambini  di continuare noi raccontandoci le nostre gioie e di condividerle  poi con chi ci segue sul nostro blog?
L’idea di don Antonino Minieri mi piace molto. Anche così possiamo formare un cerchio di gioia
 

 

domenica 15 dicembre 2013

Terza Domenica d'Avvento: Annunciare


In questa terza settimana d’avvento continuiamo il nostro cammino verso l’incontro con Gesù alimentando  la fiamma della terza candela, chiamata la “Candela dei pastori”, o della gioia, perché ricorda i pastori, i primi ad adorare il santo Bambino e ad annunciare la lieta notizia.
 
Si era avverato quanto annunciato dal profeta Isaia

Dal libro del profeta Isaia
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.
Annunciamo anche noi gioia alimentando la fiamma nei nostri cuori attraverso atti di solidarietà, di amicizia, fratellanza. Diamoci la mano e insieme gioiamo, perché “c’è più gioia nel dare, che nel ricevere.” 

  Domani  sentirò le vostre proposte su cosa si può fare. Sicuramente in questa settimana io vi donerò più gioia perché...
 



 

sabato 14 dicembre 2013

"Accendiamo le Stelle"

L’angelo che simboleggia la seconda settimana d’avvento è l’angelo vestito con il mantello rosso. Porta  un cesto intessuto di raggi di sole che può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L'Angelo Rosso passa su tutte le case per trovare l’amore nel cuore degli uomini. Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto per portarlo in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l'amore.

Vogliamo aiutare bambini l’Angelo Rosso a riempire il cesto d’amore e a farne  luce delle stelle? Gesù ci attende. Noi lo attendiamo! Continuiamo il nostro percorso verso la Capanna alimentando l'amore per lui attraverso atti d'amore verso gli altri.

Accendiamo le Stelle Bambini!
 “Amare è partecipare, completamente, con tutto l'essere. Chi ama scopre in sé infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con una ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati.”
Insieme Accendiamo le Stelle!  
                    
Ricordate bambini chi ha creato questa bellissima canzone natalizia della nostra tradizione napoletana?